Arte a Binaria

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MOSTRE D’ARTE CONTEMPORANEA A BINARIA

Curare, con l’Arte, il vuoto della Pandemia. Binaria, il centro commensale del Gruppo Abele ha immaginato un modo nuovo di interpretare i propri spazi (una libreria, una bottega, uno spazio bimbi e una pizzeria) e coltivare cultura e interconnessioni. Per farlo ha chiesto aiuto all’architetta Carla Barovetti, che conosce Binaria dalle sue fondamenta, e all’artista Luisa Valentini, torinese di fama internazionale, presente con le sue opere in numerose Residenze Sabaude e protagonista di mostre personali in Italia, Spagna, Austria, Germania.

Quattro le mostre d’arte che hanno colorato la balconata di Binaria da febbraio a dicembre. Il filo conduttore delle mostre è stato il racconto per immagini dei temi sociali. Dal 20 novembre (e per tutto gennaio) è in corso un’esibizione speciale (grazie alsostegno del progetto “E se diventi farfalla” e in collaborazione con l’associazione Gruppo Abele, Edizioni Gruppo Abele e Unicef dedicata all’infanzia e ai suoi diritti, a partire da una ricorrenza: i 10 anni di albi illustrati della casa editrice.

MOSTRA

IL MANIFESTO

La filosofia alla base di un progetto, dove l’artista riacquista un ruolo sociale e spirituale.

Oggi nel mondo artistico si è giunti a vere e proprie operazioni di borsa, investimenti e rilanci, usando il nome dell’artista a garanzia del potenziale ritorno economico legato ad esso. Il sistema capitalistico pare avere inglobato anche l’emozione, il sentimento e, in una società in cui tutto è destinato al consumo, la ricerca artistica si svaluta e le opere d’arte sono spesso considerate alla stregua di prodotti decorativi, frutto di un artigianato inutile. La competizione sociale coinvolge anche gli artisti, che lottano per emergere, a volte tralasciando la loro funzione originaria; l’arte rischia di ridursi a prodotto di superficialità, invece di consistere nella ricerca di una diversa lettura della realtà circostante; l’artista non cerca più emozione o sentimento, quanto piuttosto la novità. Molti artisti si
ripiegano invece su se stessi, arrivando a realizzare opere solo per una cerchia ristretta di persone.
È raro che gli artisti si incontrino tra loro; sembra esserci sostanzialmente disinteresse ed indifferenza a quanto avviene al di fuori del proprio mondo. L’arte potrebbe essere considerato un bene comune, di cui dunque dovrebbe prendersi cura la collettività. Questo compito non può essere affidata al cosiddetto dio mercato, grazie al quale nella percezione collettiva l’artista viene visto come figura aleatoria con una incerta prospettiva professionale, da quotare e commercializzare, a meno che l’artista non diventi egli stesso imprenditore agguerrito del proprio lavoro.
Tutte queste sono ipocrite immagini che limitano lo sguardo ad una superficie manipolabile, impedendo di vedere l’autentico e duraturo messaggio dell’arte.

Appare lontano il concetto dell’AGAPE, ovvero quello spazio conviviale in cui prendere spunti dal confronto reale nel rispetto delle diversità. Per contrastare tale situazione e recuperare una diversa visione dell’arte e dell’artista occorre fare di questo luogo un’occasione culturale, agorà di crescita e confronto, dove possano valere patti di tolleranza delle diversità, in termini pienamente culturali e incentrando la riflessione su identità ed appartenenza.
Si avverte pertanto una stringente necessità di creare spazi critici, che permettano una fruizione pubblica, incrementando le potenzialità didattiche e le capacità educative. Occorre vedere con maggiore calma l’arte, vivendone gli aspetti estetici e concettuali.

Per questo motivo ho accettato molto volentieri la curatela dello spazio sulla balconata dedicato ad Arte Binaria. Una programmazione che prevede di offrire una visione costruttiva e di confronto, attraverso una successione ed una concatenazione di artisti, diversi tra loro, ma la cui ricerca mantenga un comune e costante tensione verso l’interiorità; pittori, scultori e fotografi si alterneranno, per offrirci il loro lavoro, disposti a fornirci strumenti per attraversarlo e discuterlo.
All’inaugurazione ogni artista verrà intervistato dall’artista presentato prima di lui e diventerà l’intervistatore di colui che esporrà il suo lavoro dopo di lui… Ognuno si ritroverà a riflettere sul lavoro esposto, come anche su quello degli altri che lo hanno preceduto. Fine ed obbiettivo di questo progetto è mettere a fuoco i percorsi necessari e fondamentali per conquistare una visione oltre i propri limitati confini, verso una reale condivisione, nella diversità.
Accanto, fuori e a lato, in libreria, potranno svilupparsi a Binaria vari canali di avvicinamento all’arte, su molteplici livelli e vari approfondimenti.
Innumerevoli si offrono le possibilità aperte dal confronto.

Luisa Valentini

curatrice del progetto

Personale Paolo Leonardo

26 febbraio 2021 Inaugurazione