L’Internazionale della Terra. A Rivalta arriva Giuseppe De Marzo

Un libro militante, per tornare ad alzare il livello della discussione ambientalista. Perché la sofferenza dei popoli e quello della Natura sono un’unica, grande voce. Da ascoltare, prima che sia troppo tardi. Arriva a Binaria, a Rivalta, L’Internazionale della Terra, il nuovo libro di Giuseppe De Marzo, che prova ad affrontare proprio questi temi, dalla giustizia ambientale al cambiamento climatico. Un libro forte, duro, ma che lascia molta speranza. Appuntamento in libreria in via Roma 9 alle 18 del 2 ottobre. Non è necessaria la prenotazione. L’evento è organizzato in collaborazione con il filo d’erba.

 

Il libro.

Disuguaglianze, inquinamento, povertà, esclusione sociale, collasso climatico, malattie, nuove patologie, eventi meteorologici estremi, guerre, colpiscono già adesso la maggioranza della popolazione del pianeta. Come vanno affrontate? Lo stiamo facendo nel modo giusto? Quali sono i cambiamenti necessari da innescare?

Se vivere bene, o Sumak Kawsay, come dicono i popoli indigeni delle Ande nella loro lingua madre, è l’obiettivo e allo stesso tempo il fine al quale dovremmo tendere, è necessario essere disposti a lasciarci alle spalle il modello economico e produttivo tecnocapitalista, o quanto meno a ripensarlo radicalmente. Partendo dalla consapevolezza che non siamo il centro di tutto, e le altre entità viventi non sono oggetti inanimati a nostra esclusiva disposizione.

Partendo da un’analisi senza sconti della crisi sistemica nella quale, ormai da decenni, l’intero globo terrestre è sprofondato, Giuseppe De Marzo propone un modello “paziente” quanto radicale per ripensare in primo luogo il ruolo dell’uomo all’interno del pianeta. E individua una doppia sfida di cui farsi carico, come singoli e come realtà sociali. A livello personale è necessario assumerci la responsabilità di riorientare le nostre vite e le nostre comunità verso un futuro sostenibile ed equo. A livello collettivo abbiamo bisogno di una politica tesa al bene comune, capace di includere e riconoscere la complessità della fase storica nella quale ci troviamo, sfruttandone le opportunità: una politica dell’amicizia, per usare un termine coniato dai nuovi movimenti popolari.

«E se fossimo noi, persone comuni» suggerisce De Marzo, «il soggetto del cambiamento che stavamo aspettando? E se fosse la nostra azione quotidiana ad alimentare inconsapevolmente l’onda della società in movimento? E se le nostre lotte e le nostre idee stessero già ricostruendo la visione condivisa di cui abbiamo bisogno ovunque per vivere bene nella nostra Casa comune? E se questa visione fosse molto più diffusa e praticata di quanto noi crediamo? Forse ancora non ci riconosciamo come soggetti di un’unica trama, ma siamo parte di una Internazionale della Terra che è già in cammino, condivide obiettivi, relazioni, bisogni e aspirazioni. Da questa prospettiva, lo scontro con la governance politica che sostiene il nuovo regime oligarchico responsabile della crisi di civiltà in cui siamo immersi è appena iniziato».

 

Giuseppe De Marzo.

(Bari 1973) Direttore della Scuola Gea e fondatore dell’omonima associazione, Giuseppe De Marzo è attivista, economista, giornalista e scrittore. Ha lavorato per dieci anni sul campo con i movimenti sociali latinoamericani al fianco delle popolazioni indigene e rurali, ed è stato arrestato in Ecuador per le sue attività contro le multinazionali petrolifere a difesa della Foresta. Nel 2003 ha fondato l’associazione A Sud e nel 2007 il primo Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali. Nel 2011 è stato tra i coordinatori della campagna referendaria per l’acqua pubblica e contro il nucleare. In Italia ha lavorato per Libera e Gruppo Abele e dal 2015 al 2025 è stato coordinatore nazionale della Rete dei Numeri Pari, che mette insieme centinaia di realtà sociali contro disuguaglianze e mafie. Nel 2020 è stato coordinatore scientifico del progetto di ricerca La pienezza del vuoto, studio e analisi delle pratiche di mutualismo solidale della Rete dei Numeri Pari, insieme al Forum Disuguaglianze Diversità, sviluppato dal Gran Sasso Science Institute. Ha promosso la nascita della Casa della Solidarietà Stefano Rodotà a Roma in un bene confiscato alle mafie dove vengono messi a disposizione da diverse realtà sociali in forma gratuita sportelli e servizi per chi è in difficoltà. È opinionista de l’Espresso, tra le sue pubblicazioni ricordiamo Radical Choc (2020), Per amore della Terra (2019), Così va il mondo (con Gianni Minà 2017), Anatomia di una rivoluzione (2012), Buen Vivir (2009).

Data

Ott 02 2026

Ora

18:00 - 19:00

Luogo

Binaria Rivalta
Categoria
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