
Bella ciao
La canzone universale della libertà. Associata alla lotta di Liberazione, ripresa nei campi da braccianti e mondine, declinata in decine di versioni, tradotta in centinaia di Paesi.
Bella ciao risuona sui monti e nelle piazze, è ovunque sia una rivolta, un’insurrezione, dove spira il vento di rivoluzione contro l’arroganza del potere dittatoriale.
A tre giorni dal 25 aprile, non potevamo che celebrarla, farci accompagnare dalle parole e dalla musica nel suo stesso viaggio nel tempo e nello spazio. Lo faremo con Carlo Pestelli, musicologo e musicista, scrittore e insegnante. Il 22 aprile, a Rivalta, in libreria, alle 18, presentiamo voce e chitarra il suo libro che di quel pezzo resistente porta il nome: Bella ciao (add).
L’evento rientra nel ciclo Repubblica: femminile, plurale ed è promosso dal Comune di Rivalta con Binaria e l’Anpi.
Il libro.
Non c’è canzone al mondo capace di scatenare un’euforia collettiva come Bella ciao, ma allo stesso tempo non c’è canzone in Italia altrettanto capace di dividere gli animi.
Ma quando e in quali circostanze nasce questo canto così famoso? Dov’è che testo e melodia si sono intrecciati per dare vita alla canzone della libertà? Perché questo canto popolare si è diffuso in decine di versioni e traduzioni in tutto il mondo?
La storia di Bella ciao ha un percorso non privo di lati oscuri e se l’asse portante è l’appennino padano nel rovinoso epilogo dell’ultima guerra mondiale, echi della melodia circolavano già da molto prima: tra antiche ballate cantate nelle aie, motivi yiddish sfrigolati dai violini di migranti e canti delle mondine nostrane.
L’approdo più noto è quello della Resistenza partigiana, ma la storia passa anche per le trincee della Prima guerra mondiale, la Parigi di Montand e di “Charlie Hebdo”, la New Orleans Band Jazz di Woody Allen e la voce delle combattenti curde di Kobane, in un’incessante cavalcata che risuona, oggi, pure nelle piazze di Hong Kong, Istanbul e New York.
Carlo Pestelli.
Carlo Pestelli è dottore di ricerca in Storia della lingua. Insegna linguistica generale alla Scuola universitaria per traduttori e interpreti di Torino. Musicista e cantautore, ha all’attivo tre dischi e due produzioni teatrali.