Carcere: (non) è una parola

Sono tante le implicazioni sociali e personali, quando si parla di carcere. C’è chi vi è dentro, in celle malmesse, degradanti, a pagare il fio di un atto commesso; c’è chi resta fuori, come sospeso, o, più spesso, marchiato. E poi ci siamo noi, comunità, entità sociale alle prese con un’istituzione che non sempre assolve alla sua funzione di reinserimento sociale, di recupero al mondo di chi ha compiuto gesti fuori dalla legge.

Ed è di questo che vogliamo parlare. Di casi, vicende, leggi e implicazioni. Del carcere come luogo, ma anche come umanità rinchiusa, emozioni prigioniere, sogni interrotti.

Lo faremo il 17 marzo dalle 18.30 a partire da un libro, Il carcere è un mondo di carta, scritto per MOMO da Valentina Calderone (garante delle persone in restrizione di libertà di Roma) e dalla giornalista Marica Fantauzzi. Un libro che solo apparentemente è per ragazzi, perché chiama tutte e tutti noi in causa, evoca chi siamo e quel che pensiamo, non assolvendoci.

Calderone e Fantauzzi dibatteranno con Pietro Buffa, grande conoscitore della tematica carceraria e del mondo che vi gira intorno.
L’evento, promosso da Binaria e Gruppo Abele, rientra all’interno del progetto Liberi legami finanziato dalla Fondazione Con i bambini.

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Quando: martedì 17 marzo ore 18.30
Dove: Binaria centro commensale, via Sestriere 34

Data

Mar 17 2026
Expired!

Ora

18:30 - 20:00

Luogo

Binaria Torino
Categoria
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