Serre dEstate #giorno3

Torna anche quest’anno Serre dEstate, il festival promosso a Rivalta da Binaria in collaborazione con la comunità famiglie Il Filo d’Erba e ideato insieme a tantissime realtà associative del territorio. La V edizione, che si svolge dal 25 al 27 giugno, si intitola CI VUOLE UN FIORE ed è dedicata all’impegno militante delle comunità per abitare insieme i territori.
Tutte le sere, alle 20, cena curata dalla pro loco di Rivalta.

 

PROGRAMMA DEL 27 GIUGNO 

8.00 | Silent reading al parco
Porta un libro che vuoi e ci vediamo alle 8 al Parco del Castello. Per un’ora staremo insieme, facendo comunità senza rumore, uniti e unite solo da una passione in comune.

 

9.30 | Piante in movimento | passeggiate nella natura.
A cura di Simone Siviero.

 

10.00 | Serre Kids | pagine di libertà
Laboratorio a cura di Hakuna Matata al Castello degli Orsini.

 

16.00 | Circo come atto politico
Giochi e attività di cooperazione, a cura di Sarah Cinardo. Età consigliata: 16+

 

16.30 | Letture e giochi con Emanuela Bussolati
Insieme alla scrittrice Emanuela Bussolati, due momenti per persone piccole e grandi a partire dai suoi libri. Età consigliata 3+, con persona adulta di riferimento.

 

17.30 | Fare utopia | presentazione del libro di e con Paolo Bosca
Stretti tra un presente soffocato dalle distopie reali e un futuro che si prospetta come un vicolo cieco, la soluzione è una scommessa radicale: puntare sull’utopia, non più come un’invenzione letteraria o un modello astratto da contemplare, ma come un gesto concreto da compiere, qui e ora, nella terra che calpestiamo. Spaziando dalle campagne del Salento che rinascono grazie a collettivi di rigenerazione territoriale ai vigneti abbandonati della Val di Susa presidiati dai No TAV per realizzare, attraverso la protesta, una diversa modalità di convivenza; dalla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, dove il lavoro agricolo degli attivisti ha impedito la costruzione di un aeroporto, agli orti urbani che fioriscono nei luoghi incolti delle periferie metropolitane, questo saggio mostra come le manifestazioni contemporanee di dissenso condividono l’esigenza di uno spazio d’azione trasformativa e suggerisce, pertanto, una teoria dell’utopia che ponga al centro pratiche di collaborazione tra umani e non-umani, e che miri a ridefinire i limiti geografici dell’agire sociale. Paolo Bosca racconta di battaglie condotte sul campo che dimostrano come ogni evoluzione autentica abbia bisogno di terra fertile per mettere alla prova i desideri e nutrire alternative all’esistente, ragionando sugli strumenti che, oggi più che mai, appaiono essenziali per coltivare nuovi immaginari in grado di riconquistare il potere di trasformare il mondo.

 

18.30 | Abolire l’impossibile | presentazione del libro di e con Valeria Verdolini
Questo libro è la storia di un’utopia, uno spazio di prova, un laboratorio mentale in cui diventano pensabili possibilità che ancora non esistono. C’è ancora spazio, in questi nostri tempi oscuri, per il pensiero utopico? Valeria Verdolini sostiene che fare utopia serve soprattutto a organizzare la speranza in forme praticabili. In Abolire l’impossibile, l’autrice parte da un’analisi storica della violenza, dei modi in cui si presenta, del ruolo che ha avuto nella fondazione delle istituzioni e nel plasmare le forme di potere: un filo rosso collega la storia della schiavitù alla nascita del capitalismo, il colonialismo alla costruzione dei confini, l’emarginazione degli ultimi alla nascita della cittadinanza. Prigioni, confini, polizie sono gli ambiti che questo libro indaga per aprire a un dialogo sulle «abolizioni possibili» e su nuove sfide politiche e sociali. Passando per la storia delle abolizioni riuscite – la schiavitù negli Stati Uniti o i manicomi in Italia – si arriva al concetto di «abolizioni impossibili», ossia la cancellazione di quelle strutture pervasive che perpetuano i meccanismi di oppressione: patriarcato, razzismo, lavoro, proprietà, guerra… Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si può fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: l’ammissione del privilegio e l’impegno per costruire istituzioni altre. L’abolizionismo che ci racconta Valeria Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali: due orizzonti ormai indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.

 

21.30 | Avevamo ragione noi! | reading musicale di e con Domenico Mungo e Nino Azzarà
Genova 2001. G8. Vent’anni fa. Un ragazzo riprende gli scontri con una telecamera, non si rende conto di quanto è vicino sino a quando la prima manganellata lo colpisce. Un altro ragazzo urla rabbioso sotto un cielo pregno di lacrimogeni, contro il fumo di un blindato in fiamme. Un’infermiera assiste impotente alla mattanza nelle celle di Bolzaneto. Il romanzo di Domenico Mungo, uscito originariamente nel quindicennale di quella che Amnesty International ha definito la più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale, ripercorre a ritroso le giornate del G8, dalla macelleria della Diaz al primo giorno, quando un corteo colorato e festoso dava il via a un controvertice di persone convinte delle proprie ragioni e niente di tutto quello che è successo sembrava possibile. E poi l’incubo: le urla che si confondono con l’eco dei manganelli che battono contro gli scudi, un morto ammazzato e la furia cieca di chi non lo potrà mai accettare. Avevamo ragione noi racconta un trauma collettivo e i sogni infranti di una generazione che dopo quelle giornate non è stata più la stessa, con le emozioni e il terrore di chi in quei giorni c’era e non potrà mai dimenticare.

Data

Giu 27 2026
Expired!

Ora

08:00 - 23:30

Luogo

Binaria Rivalta
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