La scuola che si appresta a riaprire le porte è ben diversa da quella che ha occupato le prime pagine dei quotidiani nazionali nelle scorse settimane. Non è la scuola “invasa dagli alunni stranieri” ma è la scuola che, in molte aree d’Italia, rischia di non riaprire affatto per mancanza di iscritti. Non è la scuola affollata da studentesse “con il burka”, ma è senza dubbio la scuola in cui i temi dell’educazione all’affettività e alla parità di genere sono sempre più difficili da introdurre e tematizzare. Non è neppure la scuola “del merito”, se continua a essere alimentato un precariato docente che si traduce di anno in anno in maggiore fragilità del nostro sistema di istruzione.
Per mettere adeguatamente a fuoco la scuola italiana del 2026 sono necessari due sforzi mentali: guardare indietro e guardare avanti. Guardare indietro significa riconoscere la tradizione scolastica da cui veniamo: dal metodo Reggio Children, alle pratiche di accoglienza degli alunni del Sud fin dagli anni Sessanta, alla straordinaria stagione di riforme che ha posto l’inclusione degli alunni con disabilità al centro della scuola italiana, facendone uno dei baluardi più avanzati della nostra democrazia. Una tradizione che dovrebbe essere motivo di orgoglio oltre che di ispirazione per affrontare le sfide e le riforme di oggi.
Ma è altrettanto importante guardare avanti. La scuola inclusiva disegnata dalla nostra Costituzione è stata, fino a oggi, uno dei più efficaci antidoti alla guerra: un luogo in cui imparare, concretamente, il rispetto reciproco tra bambini e ragazzi di famiglie, classi sociali, origini culturali e religiose differenti. Un modello di convivenza pacifica che dovremmo nel 2026 tenerci stretto come l’oro. O anche di più.
——-
Anna Granata è professoressa di pedagogia generale e sociale presso l’Università di Milano-Bicocca. Il prossimo 11 settembre uscirà il suo ultimo libro: La scuola inclusiva ha fallito, per Laterza, nella collana Fact Checking diretta da Carlo Greppi. Cercalo qui e, tra pochi giorni, anche in libreria.